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Europa
BREVI DALL'EUROPA
Venerdì 22 Giugno 2012 
 
L'Ue in breve




Diritti dei viaggiatori aerei con disabilità
"Molti passeggeri disabili o a mobilità ridotta incontrano problemi di negato imbarco" sugli aerei e "si vedono imporre altre richieste non corrette quando viaggiano". Parte da questa constatazione una comunicazione della Commissione Ue e inviata nei giorni scorsi alle compagnie aeree, che riguarda tutti gli obblighi e gli accorgimenti necessari per aiutare le persone disabili a viaggiare senza discriminazioni o problemi facilmente aggirabili. Le persone con disabilità, permanente o temporanea, oppure con difficoltà motorie (ad esempio gli anziani) sono peraltro chiamati a segnalare per tempo (almeno 48 ore prima del volo) le specifiche necessità. Gli orientamenti forniti dall'Esecutivo riguardano "i viaggiatori in tutti gli aeroporti dell'Unione e i voli dei vettori Ue in ogni parte del mondo" e "coprono anche gli aerei non europei in entrata o in uscita dall'Ue". Yannis Vardakastanis, presidente del Forum europeo sulla disabilità, ha dichiarato a questo proposito: "Un'assistenza di qualità è importantissima per le persone disabili. La Commissione europea ha scelto un'impostazione equilibrata e di conseguenza protegge gli interessi dei passeggeri disabili e a mobilità ridotta". Nel documento diffuso figurano ad esempio indicazioni per le carrozzine, per l'imbarco di altri strumenti per la mobilità, relative ai cani che accompagnano persone non vedenti, la disponibilità di ossigeno per casi particolari.

Commissione, un sito web per la trasparenza
"L'Unione europea è una struttura unica nel suo genere ma complessa – sostiene il vice presidente della Commissione Ue Maros Sefcovic, incaricato per le relazioni interistituzionali – ed è quindi particolarmente importante avere un processo decisionale trasparente. Dobbiamo rendere accessibili ai cittadini gli strumenti di informazione di cui dispone già la Commissione". Ecco perché è stato creato un portale che informa i cittadini sulle legislazioni, le valutazioni d'impatto, i  gruppi di esperti, i comitati consultivi, le consultazioni, la rappresentazione degli interessi e il lobbismo, l'accesso ai documenti e i beneficiari dei finanziamenti Ue. Sefcovic dichiara: "La Commissione ha svolto un ruolo prioritario nel portare una maggiore apertura e trasparenza al processo decisionale nell'Unione europea, ma possiamo migliorare ulteriormente le cose; abbiamo ascoltato coloro che utilizzano i nostri strumenti di trasparenza e una lamentela comune che è stata sollevata riguardava il fatto che gli strumenti di trasparenza – fino a questo momento - erano sparsi in tutto il sito web Europa ed erano a volte difficili da reperire". L'indirizzo internet del portale è http://ec.europa.eu/transparency/index_en.htm.

Agenda digitale: necessarie "riforme strutturali"
"I cittadini europei richiedono tecnologie e opzioni digitali, ma i governi e l'industria non soddisfano questa richiesta. L'attaccamento a mentalità politiche e a modelli imprenditoriali del XX secolo danneggia l'economia europea. È davvero un peccato".  Questo quanto dichiarato dalla vice presidente della Commissione europea Neelie Kroes a seguito della recente pubblicazione della scheda di valutazione annuale dell'Agenda digitale. L'analisi dimostra che "i cittadini europei, le imprese e gli innovatori sono sempre più orientati verso una crescita economica sostenibile, ma questo potenziale è compromesso da carenze a livello di accesso a internet veloce, di contenuti online, di ricerca e di competenze". Si  conferma quindi  la necessità di riforme strutturali nell'intera Europa. Da segnalare però alcune note positive come l'accesso alla banda larga per circa il 95% dei cittadini europei (stando ai dati Ue) e il rapido passaggio per gli utenti e le imprese verso l'internet mobile. Permangono problemi per quanto riguarda la carenza di personale qualificato in materia di tecnologie informatiche e la diffidenza verso gli acquisti online.

Pil pro capite, Eurostat stila la classifica europea
La ricchezza pro capite si concentra nei Paesi del nord Europa, mentre i livelli di Pil diminuiscono progressivamente procedendo verso il Mediterraneo e verso Est. È quanto emerge da uno studio realizzato da Eurostat, secondo il quale il Prodotto interno lordo per abitante misurato in Purchasing Power Standards (Standard di potere d'acquisto, ossia l'unità monetaria artificiale che elimina le differenze di livello dei prezzi tra gli Stati) varia dal 274% del Lussemburgo – fatto 100 il dato medio dell'Unione europea – al 45% della Bulgaria. Dunque il livello più elevato di Pil pro capite si registra nel Granducato; seguono nella classifica delle nazioni più ricche dell'Ue i Paesi Bassi (131% rispetto alla media comunitaria), Austria (129), Irlanda, Svezia, Danimarca e Germania, tutti compresi tra il 130 e il 120%. Superiori alla media dell'Unione sono ugualmente Belgio, Finlandia, Regno Unito (108%) e Francia (107). Attorno alla media Ue oscillano Italia e Spagna. Quindi, decrescendo, Cipro, Slovenia, Malta… I Paesi che hanno meno disponibilità pro capite sono infine le repubbliche baltiche, l'Ungheria (66%), la Polonia (65), per giungere a Romania (49% della media Ue) e Bulgaria (45).

- GLI ALLEGATI
eur45.rtf (Allegato RTF)