Gerusalemme: Ministero Esteri palestinese, “atto di ostilità. Palestina non si arrenderà a forza bruta e aggressione”

“Un atto di ostilità contro il popolo palestinese e contro i suoi inalienabili diritti nazionali”. Così in una dichiarazione rilasciata poco fa, attraverso l’Ambasciata di Palestina in Italia, il ministero degli Affari Esteri palestinese definisce l’annuncio fatto ieri dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, del riconoscimento Usa di Gerusalemme come capitale di Israele. Una decisione vista come “un attacco allo spirito e alla lettera del diritto internazionale compresa la Carta delle Nazioni Unite, che non accetta né l’acquisizione di territori con la forza né le conseguenze di simili azioni illegali. Si tratta anche di un attacco allo spirito e allo status di Gerusalemme, come città che è punto di riferimento e centro spirituale di miliardi di persone in tutto il mondo”. Nella nota si ribadisce la mancanza di rilevanza dell’annuncio “rispetto allo status giuridico di Gerusalemme come città palestinese occupata e come parte integrante del territorio palestinese occupato”. Per il ministero degli Esteri palestinesi la decisione di Trump “premia la colonizzazione, le gravi violazioni del diritto internazionale e l’abietto disprezzo dei diritti umani. Questa decisione politica statunitense invia un messaggio pericoloso che minaccia l’intero sistema internazionale e che sicuramente incoraggerà altri attori che non rispettano il diritto internazionale ad andare avanti in questo modo, visto che anziché pagarne le conseguenze saranno premiati”. Il comunicato afferma che “il governo statunitense si è squalificato dal ruolo di mediatore nella ricerca della pace nella regione. Questa mossa ha piuttosto fatto deragliare gli sforzi per riprendere i negoziati di pace con l’obiettivo di raggiungere una soluzione giusta e definitiva del conflitto”. A questo proposito, lo Stato di Palestina ribadisce che “non c’è pace senza la creazione di uno Stato palestinese, e che uno Stato palestinese non può essere creato e non sarà creato senza Gerusalemme Est come sua capitale”. La nota palestinese, inoltre, sottolinea che “l’approvazione illegale della colonizzazione israeliana da parte dell’Amministrazione statunitense minaccia di accendere un fervore religioso unito a tensioni, e di introdurre nel conflitto una falsa quanto incendiaria dimensione religiosa. Ciò è particolarmente pericoloso e va contro la posizione della Palestina, la quale insiste che il conflitto riguarda i diritti nazionali e non la religione”. “Lo Stato di Palestina – conclude il testo – riafferma il suo diritto sovrano a difendere il proprio popolo e i propri diritti nazionali attraverso ogni mezzo politico e legale disponibile. La Palestina non può arrendersi e non si arrenderà alla realtà dettata dalla forza bruta e dall’aggressione”.

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