Giornata della Memoria: Negro (Fcei) scrive a Di Segni (Ucei), “profonda vicinanza spirituale”. “Appelli a difesa della ‘razza bianca’ ci fanno ripiombare nel buio del passato”

“Profonda vicinanza spirituale”. È quanto esprime il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), in una lettera inviata oggi a Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche (Ucei), nell’imminenza della Giornata della Memoria. “Quest’anno – rileva Negro -si colloca nell’ambito di tre ricorrenze che parlano alle nostre coscienze”. La prima è l’ottantesimo della promulgazione delle leggi razziali nel 1938, “uno dei momenti più bui e vergognosi della storia del nostro Paese”. Secondo il pastore, “quest’anno il ricordo delle vittime della Shoah dovrà portarci, in quanto cittadini italiani, a considerare le nostre colpe e non potrà non essere un rigoroso esame di coscienza delle nostre pesanti responsabilità”. Negro ricorda poi i 70 anni della Costituzione della Repubblica italiana, nata “dalle ceneri e dal ripudio della storia precedente”. “Crediamo che il Giorno della Memoria di quest’anno sia anche occasione per riaffermare i valori fondamentali della nostra Carta costituzionale, soprattutto in un momento in cui nell’ambito pubblico e politico c’è chi lancia appelli a difesa della ‘razza bianca’ usando termini che ci fanno ripiombare nel buio del passato e che preoccupano per la leggerezza e la disinvoltura con cui vengono utilizzati”. Infine, ricorrono i 170 anni dalla concessione dei diritti civili a valdesi ed ebrei da parte di re Carlo Alberto nel 1848 con le “Lettere Patenti”. “Questo ricordo – sottolinea il pastore – unisce le comunità protestanti ed ebraiche che vivono in Italia come minoranze che hanno subito in passato discriminazioni e persecuzioni, sebbene con valenze diverse”. Il messaggio si conclude ribadendo “l’amicizia che ci lega attraverso la storia passata, l’impegno per l’affermazione dei diritti costituzionali nel nostro Paese e la fede comune nel Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe”.

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