Messaggio Papa comunicazioni: don Maffeis (Cei), contro le fake news “responsabilità di educarsi ed educare al discernimento”

foto SIR/Marco Calvarese

“Forse da ragazzi un po’ tutti, come il trovatello de ‘La luna e i falò’ di Cesare Pavese, ci siamo ritrovati a chiudere gli occhi per provare se, riaprendoli, la collina fosse scomparsa, lasciando intravedere un paese migliore”. Parte citando il capolavoro di Pavese, il commento di don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei al Messaggio del Papa per la 52ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Grazie alla cultura digitale, spiega don Maffeis, si è dato un “contributo decisivo” al “desiderio di ‘andare più lontano’”, dove ciascuno ha trovato “l’America” ovvero “un mondo seducente di immagini, news e commenti”. Eppure la velocità “in macchina come nella vita”, ricorda il direttore dell’Ucs, “presenta rischi pesanti”. Si può pensare, infatti, “che tutti i contenuti siano uguali, che tra rappresentazione e realtà non corra chissà quale distinzione, che le proprie credenze contino più dei fatti e che, comunque, ci si possa sottrarre a tutto ciò che è dissonante”. Uno sfondo in cui “si rafforzano facilmente pregiudizi e stereotipi, sospetti e chiusure” dove “diventa difficile anche riconoscere le fake news”. In questo contesto dove “oltre che fruitori, tutti siamo diventati produttori – scrive don Maffeis – il Papa sottolinea ‘la responsabilità di ciascuno nella comunicazione della verità’; responsabilità che chiede di educarsi ed educare al discernimento, alla verifica, all’approfondimento”. “Nel suo rapporto con la realtà – conclude – , la verità rimane un’esigenza insopprimibile”, che, come spiega papa Francesco “è ciò su cui ci si può appoggiare per non cadere’”.

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