Papa Francesco: no a “malavita, mancanza di educazione, di lavoro e di alloggio sicuro”

foto SIR/Marco Calvarese

“La malavita, la mancanza di educazione, di lavoro e di alloggio sicuro”. Sono le altre “tempeste”, oltre al ““Niño costiero”, che il Papa ha esortato i peruviani ad affrontare durante la prima messa pubblica in Perù, a Trujillo, dove ha incontrato anche i sacerdoti e i consacrati del nord del Perù, “condividendo con loro la gioia della chiamata e della missione, e la responsabilità della comunione nella Chiesa”. Sempre a Trujillo, ha ricordato Francesco, ha avuto luogo la celebrazione mariana in cui ho incoronato la Vergine della Porta, proclamandola “Madre della Misericordia e della Speranza”.
La giornata finale del viaggio, domenica scorsa a Lima, nelle parole del Papa ha avuto “un forte accento spirituale ed ecclesiale”: “Nel Santuario più celebre del Perù, in cui si venera il dipinto della Crocifissione chiamato Señor de los Milagros, ho incontrato circa 500 religiose di vita contemplativa: un vero ‘polmone’ di fede e di preghiera per la Chiesa e per tutta la società”. Poi, nella cattedrale, lo speciale atto di preghiera per intercessione dei Santi peruviani, a cui ha fatto seguito l’incontro con i vescovi del Paese, ai quali Francesco ha proposto la figura esemplare di San Toribio di Mogrovejo. “Anche ai giovani peruviani ho indicato i santi come uomini e donne che non hanno perso tempo a ‘truccare’ la propria immagine, ma hanno seguito Cristo, che li ha guardati con speranza”, ha proseguito Francesco, ricordando che nell’ultima messa in Perù ha riassunto “il messaggio di Dio al suo popolo in Cile e in Perù: ‘Convertitevi e credete nel Vangelo'”. “Questo è più o meno il riassunto del viaggio”, ha concluso il Papa a braccio: “Preghiamo per queste due nazioni sorelle, Cile e Perù, perché il Signore le benedica”.

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