Politica: Davos, gli interventi di Macron, Merkel e Gentiloni. Europa e multilateralismo in attesa di Trump

Tanti applausi ha strappato alla platea il lungo intervento del presidente francese Emmanuel Macron oggi al Forum economico mondiale a Davos. Dopo aver raccontato i pilastri della sua politica che stanno riportando “la Francia al cuore dell’Europa”, Macron ha enfatizzato che “non ci sarà successo per la Francia senza il successo dell’Europa” che deve diventare forte sul piano sociale, economico, politico per “evitare la frammentazione”. Per raggiungere questo obiettivo l’Europa dovrà “cambiare strategia”, e permettere a chi è pronto, di avanzare, secondo una strategia che Macron vorrebbe definire entro la fine dell’anno per uno scenario valido nei prossimi dieci anni. Nel lungo discorso Macron ha messo in questione “la crescita economica”, “strutturalmente sempre meno giusta” e ha fatto un forte appello alla cooperazione: “abbiamo reso fragile il multilateralismo”, mentre la sfida è quella di “ritrovare un bene comune” irrinunciabile in cui si ritrovano tra l’altro lo sviluppo sostenibile, l’educazione, la salute i diritti umani. Tre impegni ha chiesto Macron: a “investire”, con un forte accento sugli investimenti nel mondo dell’istruzione e in particolare nei Paesi dell’Africa e a favore delle ragazze; a “proteggere”, in ambito sociale ambientale e sul piano della sicurezza; e a “condividere”, a partire da “una strategia fiscale coordinata”.
Un appello forte a rilanciare il multilateralismo era arrivato qualche ora prima dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che si è detta impegnata a ritrovarlo nel suo Paese e necessario per l’ordine mondiale, come “garanzia della prosperità”. La cancelliera ha esordito nel suo discorso facendo riferimento al centesimo anniversario dello scoppio della prima Guerra mondiale, domandandosi “se abbiamo davvero imparato la lezione della storia. A me pare di no”. Come allora, anche oggi “l’unica risposta è la cooperazione e il multilateralismo”. Perché, ha continuato Merkel, un Paese o un mondo “fratturato non possono generare inclusione”. Anche da Angela Merkel un forte appello a difendere e rendere più forte l’Europa e in particolare il suo modello di economia sociale di mercato propria dell’Europa e che la rende “unica” nel contesto mondiale.
Anche il premier italiano Gentiloni oggi a Davos, dopo aver raccontato i numeri e i fatti della ripresa italiana, aveva messo in guardia sul fatto che “la crescita economica aumenta le distanze” e sulla necessità di “lottare per società più forti e coese”, nutrendo il “senso del tempo e della comunità”. Netta da parte dei tre leader europei la critica a chi non vuole rendersi conto della realtà della globalizzazione, a chi spinge verso il ripiegamento, a chi sostiene “l’isolazionismo”, con riferimenti più o meno espliciti al presidente Donald Trump, atteso per venerdì a Davos.

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