Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Afghanistan, attaccata sede di Save The Children. Libia, due autobomba a Bengasi, almeno 22 morti

Afghanistan: attaccata sede di Save The Children a Jalalabad City, almeno 11 feriti.

Un commando armato ha attaccato oggi la sede della Ong Save The Children a Jalalabad City, capoluogo della provincia orientale afghana di Nangarhar, causando un bilancio provvisorio di almeno undici feriti. Secondo una fonte ufficiale un kamikaze si è fatto esplodere all’ingresso dell’edificio che ospita l’organizzazione, permettendo al commando di penetrare all’interno. Tre dei cinque membri del commando sono stati uccisi. Altri due militanti si sono trincerati nel terzo piano dell’edificio dove è bloccato un numero imprecisato di dipendenti dell’organizzazione. I talebani afghani hanno sostenuto di non avere alcuna responsabilità nell’attacco armato e questa smentita lascia pensare ad una azione dell’Isis.

Libia: due autobombe a Bengasi, almeno 22 morti. Attacco vicino alla moschea.

È salito ad almeno 27 morti il bilancio delle due esplosioni provocate ieri sera da due autobombe davanti ad una moschea a Bengasi. I feriti sono oltre 30. Il portavoce delle forze militari e della polizia della città, il capitano Tarek Alkharraz, ha detto che la prima autobomba è esplosa nel quartiere di Salmani verso le 20.20 ora locale (le 19.20 in Italia) e la seconda mezz’ora più tardi, mentre i residenti e il personale medico evacuavano i feriti. Nell’area è scattata una vasta operazione delle forze di sicurezza alla ricerca della cellula terroristica che, secondo fonti locali, apparterrebbe allo Shura Council of Benghazi Revolutionary, una coalizione di milizie integraliste islamiche tra cui la più nota è Ansar al-sharia.

Elezioni: 75 simboli ammessi su 103 depositati

Dei 103 simboli consegnati lo scorso weekend al Viminale dai partiti che intendono partecipare alle elezioni politiche del 4 marzo, 9 contrassegni sono stati “bocciati” per “carenza documentale” e non accederanno dunque alla presentazione delle liste, 75 sono stati ammessi e 19 non ammessi. Chi ha depositato questi ultimi ha 48 ore di tempo per integrarli o sostituirli: tra di loro anche simboli storici come lo scudo crociato della Democrazia cristiana e la fiamma del Movimento sociale italiano.

Gerusalemme: visita del vicepresidente Usa Mike Pence. Sciopero generale dei palestinesi

Sulle orme di Donald Trump, il vice presidente statunitense, Mike Pence, ha visitato il muro del pianto a Gerusalemme dove ha letto una preghiera dal Libro dei Salmi. Accompagnato dal rabbino capo del Muro, Sahmuel Rabinovicz, anche lui come Trump, l’anno scorso, ha poi ha infilato, come vuole la tradizione, un biglietto nelle fessure del Muro. Sui negoziati di pace in Medioriente, Pence ha dichiarato che tutto dipende dai palestinesi, ribadendo piuttosto che il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme aiuta la causa della pace. La visita di Pence è stata accolta dai palestinesi con uno sciopero generale. “Abbiamo preferito chiudere i negozi oggi perché passasse il messaggio che per noi Gerusalemme è più importante del lavoro, degli affari e dei soldi”.

Usa: sparatoria in una scuola nel Kentucky, 2 morti e 19 feriti. Arrestato uno studente di 15 anni

Una sparatoria ha avuto luogo in una scuola superiore a Benton, in Kentucky, la Marshall County High School. L’ultimo bilancio fornito dal governatore del Kentucky Matt Bevin parla di due morti e 19 feriti, di cui 14 per colpi d’arma da fuoco. Le vittime sono un ragazzo e una ragazza, entrambi quindicenni. Arrestato uno studente di 15 anni, sarebbe stato lui ad aprire il fuoco al momento dell’ingresso di ragazzi e insegnanti nella scuola. Il movente della sparatoria non è stato chiarito.

Davos: le parole del premier indiano al World Economic Forum contro il protezionismo

C’è chi l’ha già ribattezzato l’anti-Trump per il suo richiamo alla difesa della globalizzazione contro i protezionismi. È il primo ministro indiano Narendra Modi che a Davos di fronte all’èlite della politica economica globale, ha parlato di come ricomporre un mondo sempre più frammentato. Il premier indiano non ha usato mezzi termini: “Le forze del protezionismo stanno prendendo il comando di fronte alla globalizzazione”. Parole che fanno ancora più effetto visto che al Forum è atteso l’intervento del presidente Usa, Donald Trump, il quale si presenterà alla conferenza di Davos, portando i primi dazi imposti dalla sua amministrazione. Per ora si tratta di tariffe sull’importazione delle cellule per i pannelli solari e le lavatrici, che puntano a colpire soprattutto Cina e Corea del Sud.

Oscar 2018: quattro nomination per il film di Guadagnino

“Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino ha avuto quattro nomination agli Oscar: migliore film, canzone originale (Sufjan Stevens – Mistery of love), migliore sceneggiatura non originale (adattata da James Ivory) e Timothée Chalamet migliore attore. Il film uscirà in sala in Italia da Warner il 25 gennaio. “La Forma dell’acqua” di Guillermo del Toro, Leone d’oro a Venezia, è il film che colleziona più candidature per l’edizione numero 90 degli Academy Awards: sono 13 le nomination per il film del regista messicano, al cinema in Italia il 4 febbraio. Nella competizione figurano poi “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” con 7 nomination, Dunkirk 8, e “L’Ora più buia” 6.

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