Scuola: Brugnoli (Confindustria), “fare impresa è prendere le redini del proprio destino e promuovere lo sviluppo del territorio”

“Fare impresa” significa “prendere in mano le redini del proprio destino e aiutare il proprio territorio a svilupparsi e a competere”. Ne è convinto Giovanni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria, che in un’intervista al Sir esprime un giudizio positivo sull’introduzione, per la prima volta nella scuola italiana di secondo grado (statale e paritaria), dell’educazione all’imprenditorialità. La promozione della vocazione al fare impresa è per Confindustria un tema fondamentale che da anni vede impegnate non solo le associazioni territoriali e di categoria ma, prosegue il vicepresidente, “anche le università Liuc di Castellanza (Varese), che ha un eccellente Centro sull’imprenditorialità e la competitività, e la Luiss, che con il Luiss Enlabs, sia a Roma e Milano, aiuta i giovani a far crescere le loro startup”. A questo fine il Miur ha fatto predisporre un Sillabo dedicato, costruito con il coinvolgimento di circa 40 stakeholder – tra cui Confindustria – e suddiviso in 5 macro-aree. Brugnoli parla di “grande occasione per condividere best practice e mettere in rete le tante esperienze di formazione all’imprenditorialità che il nostro sistema industriale già propone, affinché diventino patrimonio di tutti”. Il vicepresidente degli industriali auspica “un’attenzione specifica all’impresa manifatturiera e ai nuovi trend che nascono con Industry 4.0 affinché i nostri ragazzi imparino fin da subito a non subire il cambiamento ma a gestirlo e guidarlo”. “Fare impresa – conclude – significa proprio questo: prendere in mano le redini del proprio destino e aiutare il proprio territorio a svilupparsi e a competere. È fondamentale che sia la scuola a insegnare tutto questo, ovviamente in stretta partnership con le imprese e tutti gli attori economici”.

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