Colombia: mons. Urbina (presidente Cec) sul caso Santrich, “ospitalità della Chiesa scelta unicamente umanitaria”

Oscar Urbina Ortega

Il presidente della Conferenza episcopale colombiana (Cec), mons. Óscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, è intervenuto ieri con un videomessaggio sul caso di Jesús Santrich, che sta infiammando la campagna elettorale per le presidenziali in Colombia, previste per il prossimo 27 maggio e sta mettendo ulteriormente a rischio il già fragile processo di pace.
Jesús Santrich è un ex guerrigliero delle Farc, in predicato di entrare in Parlamento attraverso i seggi riservati all’ex gruppo guerrigliero dagli accordi di pace, arrestato poco più di un mese fa per accuse di traffico di droga provenienti dal Tribunale di New York. Santrich si è dichiarato innocente e vittima di una montatura, iniziando uno sciopero della fame. Da giovedì scorso l’ex guerrigliero si trova nella sede della Fondazione Caminos de libertad, emanazione della Conferenza episcopale colombiana nell’ambito della pastorale carceraria. Venerdì 11 maggio la Cec aveva emesso un comunicato specificando la natura “unicamente umanitaria” e di “difesa della vita umana” della scelta e spiegando che la Giustizia nazionale e internazionale avrebbe comunque fatto il suo corso sarebbe stata rispettata.
In questi giorni la disponibilità della Cec ha suscitato polemiche, incomprensioni e malumori, in qualche caso anche in ambito ecclesiale. Da qui la scelta di mons. Urbina di intervenire con il videomessaggio, durante il quale il presule ha messo in evidenza il ruolo ventennale della Fondazione, creata “per prestare un servizio pastorale”, la cui sede “non gode di alcuna immunità extragiudiziale”.

L’arcivescovo ha ricordato la vocazione della Chiesa a essere in difesa della vita e ha confermato che “non si stanno ponendo ostacoli ai processi e all’iter giudiziario”. Il presidente della Cec ha spiegato anche che Santrich è custodito sotto la responsabilità del Ministero della Giustizia. Secondo mons. Urbina la Chiesa “non è né complice né ingenua di fronte ai delitti” e l’impegno fondamentale della Chiesa va rivolto alle vittime del conflitto.
Intanto, la guerriglia ancora attiva dell’Eln ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale dal 25 al 29 maggio, per consentire il tranquillo esercizio del voto.

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