Quotidiano

Istant di Giovanna Pasqualin Traversa

La distanza siderale tra Pimonte e Cracovia

In provincia di Napoli il fidanzatino-boss “cede” la sua ragazza agli appetiti sessuali del suo branco. In Polonia i giovani della Gmg ascoltano il Papa che chiede loro di vincere la partita della vita e di fare “ponti umani”. L’augurio, per i primi, è di ritrovare almeno un po’ di umanità e qualcuno che insegni loro che esiste una netta linea di demarcazione tra ciò che è bene e ciò che è male, altrimenti ogni cosa a questo mondo si svuota di senso e la partita della vita è perduta in partenza

4. Casa Italia di Michele Falabretti

O ci si prende per mano o non ce la si fa

Oggi, nel secondo giorno dedicato alla catechesi, i giovani sono chiamati a riflettere su cosa possa significare diventare persone misericordiose. È – forse – il passaggio più difficile e decisivo di questa Gmg. Perché fare i conti con la misericordia significa soprattutto mettere in conto delle fragilità da riconoscere, da accogliere, da non mettere immediatamente sotto la lente d’ingrandimento dei nostri (pre)giudizi. C’è poi la fatica di questi giorni che offre la possibilità di avere uno sguardo diverso sulla fatica quotidiana di doversi conquistare la vita, di doversi guadagnare il pane e le cose che servono

Il commento di Francesco Bonini

La guerra “vera” (e in casa) spiazza tutti

La frontiera più calda di questa guerra a pezzi passa proprio per l’“occidente” che l’islamismo, come ideologia totalitaria, ha identificato come nemico. Una frontiera che ovviamente non è geografica, in quanto attraversa tutti gli Stati, tanto musulmani quanto euro-atlantici. Dal punto di vista dell’Europa, ovvero dei diversi Paesi europei, raccogliere la sfida, oltre che reprimere la violenza e tutelare la sicurezza, ma senza indulgere agli interessi del cosiddetto warfare, che è una vera e propria industria, significa iniziare un vero e franco processo di riflessione politica, sociale e istituzionale

La nota di Davide Rondoni

Un martire nel cuore dell'Europa

Hanno ammazzato un prete. In chiesa. Doveva essere lui, don Jacques. Lo aveva deciso il Dio invocato per tanti anni, pregato in silenzio per lunghi decenni tutti i giorni, offerto a tanti per tanti giorni.I martiri sono più utili dei giornali per capire cosa succede. I martiri fanno sempre la differenza. E ora chiedono a tutti noi: ci sono uomini che uccidono usando il nome di Dio e un vecchio uomo sgozzato, martire per Dio. Da che parte stai?

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Edizione del 25 luglio 2016

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